Forte Monte Tesoro

Sant'Anna d'Alfaedo
Loc. Corrubio, IT 37020 Sant'Anna d'Alfaedo (VR)
A Sant’Anna d’Alfaedo, più precisamente in Località Corrubio appena fuori dal centro abitato, tra le bellezze del Lago di Garda e della Lessinia, c’è un luogo particolare, dove si può respirare quell’atmosfera di storia che per tanti anni si è percepita nei libri: il Forte Monte Tesoro.

Dopo il 1866, quando il Veneto passa al Regno d’Italia, il confine con l’Austria viene a trovarsi tra il Veneto ed il Trentino Alto Adige, ponendo la città di Verona praticamente sul limite territoriale del Regno e ciò porta alla militarizzazione del territorio, con conseguenti trasformazioni anche della Lessinia.

È in questo contesto che, tra il 1905 e il 1911, viene costruito il Forte Monte Tesoro, tra la valle di Prun e la Valpantena, restaurato e riqualificato di recente.  

Il forte, costruito su un modello belga e progettato secondo nuove tecniche per difendersi da armi esplosive sempre più potenti e precise, diventa a sua volta un modello replicato dal genio militare italiano lungo tutto il confine alpino. È il primo forte dell’epoca costruito con pietra locale di Lugo e su base di calcestruzzo.

È articolato su più livelli: un piano terra ed altri due piani circondati da un fossato che delimitava tutta l’area. L’interno è formato da gallerie e cunicoli che conducono a quelle che una volta erano le stanze dove dormivano, mangiavano e vivevano i soldati. Alcune gallerie portano verso la trincea esterna, dove vi erano tre cupole a scomparsa per le mitragliatrici. Sulla terrazza nella parte alta del forte, utilizzata come osservatorio, si godeva, e si gode tutt’ora, di una vista mozzafiato sulla Lessinia. Infine, sul lato nord della strada di accesso, ben coperte dalla roccia, si trovano le caserme.

Tuttavia, non essendo la prima linea della Grande Guerra su questi territori, il forte venne disarmato ed è stato utilizzato come deposito munizioni dall' Esercito Italiano fino a non molti anni fa. Ad oggi, invece, viene utilizzato saltuariamente per delle mostre o per qualche convegno particolare.

Forte San Briccio (1885) tra le valli di Mezzane e Marcellise, Forte Castelletto (1885), del quale rimangono pochi ruderi in seguito ad un’esplosione avvenuta alla fine della Seconda Guerra Mondiale, Forte Masua (1883-84) a controllo della Val d’Adige, e Forte Santa Viola, a difesa della Valpantena e della Val Squaranto, sono solo alcuni dei forti che insieme al Monte Tesoro formavano la linea difensiva della Lessinia. Da non dimenticare, in questo sistema, anche le Trincee di Malga Pidocchio, ad Erbezzo, e del Valòn a Malga San Giorgio.



La visita al Forte è possibile solo attraverso visite guidate. Durante l’anno vengono organizzate alcune domeniche di apertura, per partecipare alle quali è necessario iscriversi.

Per qualsiasi informazione rivolgersi a segreteria@tesorodellalessinia.it.

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