Mulino di Bellori

Grezzana
Contrada Bellori, Lugo, IT 37023 Grezzana (VR)
mulinobellori@gmail.com

Soffermarsi in Contrada Bellori, che in buona parte ha mantenuto le peculiarità architettoniche caratterizzanti le abitazioni, è come entrare in un mondo medievale, il cui simbolo è il Mulino di Bellori, un mulino ad acqua a due palmeti costruito intorno al XVI secolo e rimasto attivo fino al 1956.


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La Valpantena preindustriale può essere immaginata come un grande parco verde innervato di un reticolo di corsi d'acqua che confluiscono nel solco di fondovalle. Là dove i corsi d'acqua sono più abbondanti si sono impiantati i mulini. Sono sorti così dei veri e propri distretti molitori ad Azzago, ad Alcegnago-Stallavena e a Lugo, rimasti attivi fino ai primi decenni del Novecento. Bellori, posto nella zona di confluenza del Vajo della Marciora con quello dell’Anguilla, fu stazione di transito sui percorsi che univano l’Alta Valpantena con la montagna sin dall’epoca romana.

La contrada di Bellori, che in buona parte ha mantenuto le peculiarità architettoniche caratterizzanti le abitazioni, è orgogliosa di conservare il suo vecchio mulino, del quale si attesta la presenza a partire almeno dal Quattrocento. Il mulino è stato costruito in un punto strategico, dove vi era la possibilità di recuperare e sfruttare le acque che scendevano da diversi vaj della zona. Alle sue macine, inoltre, sono arrivati i cereali coltivati nei campi della Lessinia e della Valpantena e dalle sue mole sono uscite le farine che hanno sfamato le generazioni fino al secondo dopoguerra, più precisamente nel 1956. Questo mulino, detto “del Baràca”, all’inizio del nostro secolo era di proprietà di Marcellino Tacchellae di Marco Zanini, che nel 1923 cedette la sua mezza proprietà a Marcellino Veronesi.

Entrare nel mulino di Bellori è come entrare in un mondo medievale: esso conserva le caratteristiche dei primi mulini costruiti con ingranaggi quasi totalmente di legno. Nella stessa struttura del mulino è anche presente un baito, il tradizionale edificio per la raccolta del latte e la produzione di burro e formaggio. Esso apparteneva a molti abitanti della contrada. Due volte al giorno, ad ore stabilite, gli agricoltori conferivano quì il latte ed ogni socio, a turno, lavorava tutto il latte consegnato durante un determinato periodo.

Ma anche tutta la contrada conserva una sua intima bellezza e altri luoghi meritano attenzione: il cortiletto delineato verso ovest da un arco d'ingresso sulla cui chiave di volta c'è scolpita la data A.D 1610; l'ex Osteria dell'Anguilla o Trattoria Menegazzo, locanda con stallo costruita nei primi anni del 1800 dove i carrettieri sostavano prima di intraprendere le dure salite che conducevano alla montagna; il capitello di San Valentino e della Madonna dello Scanno con la cassetta delle elemosine datata 1674; la Corte Fredda.





Per accedere al Mulino contattare l’Associazione Valle degli dei di Grezzana.

POSIZIONE
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